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Tutto quello che c’è da sapere sulla Canapa Light

Sono molte le persone che ancora hanno dei pregiudizi sulla canapa light, senza conoscere invece i molteplici benefici che questa pianta infonde, si pensi che la canapa viene utilizzata da 2000 anni e i suoi impieghi sono svariati, vediamo ora tutto quello che c’è da sapere sulla canapa light.

In Italia ancora la canapa light è molto discussa dalle varie fazioni politiche, anche se ormai sembra aver preso la strada della legalizzazione.

Nel 2016 con l’approvazione della legge 242, c’è stato un grande cambiamento sia economico che culturale, anche se dopo qualche anno sono ancora molte le persone che guardano la cannabis legale con sospetto.

Dal 2016 ad oggi si è visto come il mercato della canapa light abbia riscontrato un effetto di crescita esplosivo, tantochè sono nate circa 2.500 aziende di settore, dalla coltivazione alla vendita.

La cannabis legale ha un THC inferiore alla cannabis terapeutica

Inoltre nel 2019 è stato emanato il principio, che secondo il quale la coltivazione domestica di canapa light in piccole quantità non è più perseguibile dalla legge e non comporta reato.
Comunque ancora ci sono molte sfaccettature da chiarire, ma si può acquistare la canapa light nei negozi oppure tramite internet.

Come coltivare la marijuana legale in casa

Sempre nel 2016 è stata approvata la legge dove si attesta che è possibile coltivare a casa la cannabis light a basso contenuto di THC, l’uso di questa pianta è a scopo ornamentale. Per piantare la canapa light è necessario comprare dei semi facenti parte dell’elenco EU, sono 65 le qualità proposte, il THC che viene prodotto da queste piante è basso ed è intorno allo 0,2-0,5 %.

Coltivare la canapa legale indoor

Sono molti i negozi e i siti che offrono i prodotti per la coltivazione della canapa legale, il loro nome è grow shop.

Per fare la coltivazione indoor dovrete acquistare questi prodotti e oggetti:

  • Una serra;
  • Delle lampade;
  • Del terriccio adeguato;
  • fertilizzanti;
  • Prodotti per il PH;
  • Dei dischetti di torba.

Questi prodotti sono per una coltivazione indoor e a terra, però se preferite potete coltivare la cannabis light con il sistema idroponico.

Di certo non sarà facile, dovrete dare molte attenzioni alle vostre piantine, vediamo ora quali sono i benefici della cannabis light.

CBD e i suoi benefici

La cannabis light ha una concentrazione molto bassa di THC ed è per questo che non da effetti psicotropi, i quali danno molto fastidio.
Nella cannabis light però è presente il CBD, il quale sta spopolando come un ottimo rimedio naturale, con proprietà antiinfiammatorie e analgesiche.
Il CBD è stato ed è tuttora oggetto di molti studi che continuano ad attestare le sue grandi qualità, vediamole insieme:

  • Antiinfiammatorio;
  • Anti convulsivo;
  • Antiossidante;
  • Ansiolitico.

Oltre a queste caratteristiche il CBD viene utilizzato per diminuire i dolori da emicrania i problemi legati all’insonnia, la nausea e molto altro ancora.
Sono molte le persone che hanno optato ad assumere il CBD al posto di ansiolitici blandi.

Secondo molti studi il CBD ha delle forti proprietà analgesiche e inibisce la trasmissione neuronale dei percorsi del dolore.

Attualmente ci sono alcuni studi israeliani che suggeriscono come il CBD con terpeni sia tre volte più efficace nel prevenire l’attività delle chitochine causata dal Coronavirus, questo perché è un potente antiinfiammatorio.

La canapa legale in numeri

Il business della canapa legale ha preso il volo, all’incirca ad oggi ci sono 2mila punti vendita con un fatturato di 6,5 milioni di euro, ma non solo, perché il comparto agricolo ha un giro d’affari di circa 40 milioni di euro annui.

Si stima che questo settore continui a crescere in modo esponenziale, questo perché la canapa viene utilizzata per molteplici scopi, come la Bio edilizia, la cosmetica, la creazione di Bio plastiche, inoltre la canapa viene impiegata anche nel settore tessile.

La canapa e i mercati borsistici

Data la mole economica che muove il mercato della cannabis light, le più importati aziende e società sono quotate in borsa, vediamo quali sono;

  • Canopy Growth;
  • Aurora cannabis;
  • GW Pharmaceuticals;
  • Cronos Group.

Queste sono le migliori società quotate in borsa su cui investire tramite il trading online.

La Canopy Growth è un’azienda produttrice di cannabis la quale risiede in Canada e venne fondata nel 2013, per capitalizzazione è la più grande al mondo.

Anche Cannabis Aurora venne fondata nel 2013 e la sua produzione è estesa in oltre 18 paesi.

La GW Pharmaceutical si occupa di Cannabis terapeutica, la società Cronos Group invece oltre che a coltivare la cannabis terapeutica produce anche quella ricreativa.

Il mercato della canapa sia per scopo terapeutico che non, ha preso un posto solido nel mercato mondiale, e per questo settore ci sono grandi prospettive di crescita ed espansione.

Conclusioni

Questo settore è in grande espansione, sia che voi vogliate lavorarci o no è un’ottima opportunità di guadagno e investimento. Sono molte le persone che lavorano nel mercato della canapa, sia nel settore agricolo che come rivenditori.

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Coronavirus, tecnologia luce UV-C

Da diversi anni ormai viene utilizzata la tecnologia luce UV-C per sottoporre a disinfezione le superfici, l’acqua e anche i prodotti farmaceutici contro un’ampia serie di agenti patogeni umani

Per mezzo dei test che sono stati eseguiti fino ad oggi è stato appurato che gran parte dei batteri e dei virus, compresi i coronavirus rispondono alla disinfezione UV-C.

Vista l’efficacia di questo sistema, molti ospedali sono ricorsi all’illuminazione UV per disinfettare in modo naturale ad esempio le attrezzature, le stanze e anche i dispositivi di protezione personale.

I prodotti che si basano sulla tecnologia UV-LED sono molto pratici da utilizzare e bastano pochi minuti per disinfettare e inoltre hanno una lunga durata di vita.

La luce UV-C è un ottimo antibatterico e infatti da quando si è diffuso a livello mondiale il COVID-19 la maggior parte degli ospedali per la disinfezione stanno appunto utilizzando l’illuminazione UV. La tecnologia UV applicata alle lampade a LED in base all’intensità e alla lunghezza d’onda è utile in diversi settori.

Da poco la “International Ultraviolet Association” (IUVA), data l’emergenza coronavirus, ha ritenuto necessario pubblicare una scheda informativa che riguarda proprio la disinfezione UVC per contrastare il COVID-19.

Fino ad oggi i risultati sono stati più che positivi e quindi di conseguenza la IUVA consiglia di utilizzare le tecnologie UVC per ridurre la trasmissione del virus.

L’UVC se utilizzato in modo corretto può aiutare a ridurre la diffusione del coronavirus e di conseguenza il rischio di contrarre l’infezione.

Tra le aziende più popolari che si occupano di tecnologia UV LED c’è la “Universal Science” che è “specializzata nella progettazione e produzione di moduli LED per applicazioni nel settore illuminotecnico”, com’è riportato nel loro sito https://www.universal-science.it/.

Coronavirus, Iit realizza il braccialetto iFeel-You

Il gruppo di ricerca Dynamic Interaction Control Lab dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova ha realizzato il braccialetto “iFeel-You”.

Si tratta di un braccialetto hi-tech pensato per la Fase 2 dell’emergenza coronavirus. In pratica è in grado di rilevare la temperatura corporea e di misurare la distanza di sicurezza.

Per realizzare questo braccialetto sono state utilizzate gli stessi algoritmi e tecnologie della tuta sensorizzata che fa parte del progetto europeo “AnDy” che è stata pensata per lo sport e per il mondo del lavoro. Quest’ultima è in grado ad esempio di monitorare la posizione del corpo e l’impiego di forze fisiche durante le attività lavorative.

Il Braccialetto iFeel-You

Il Braccialetto iFeel-You

Tornando al braccialetto iFeel-You una volta indossato in vicinanza con un altro dispositivo comincia a diffondere un segnale radio di avviso, funziona come il Bluetooth. Perciò in caso si superasse la distanza di sicurezza il braccialetto rileva i dati del dispositivo vicino. In questo modo si è anche in grado di sapere se si è venuti in contatto con una persona risultata positiva al COVID-19 oppure no.

Uno dei vantaggi è che si può utilizzare sia all’interno di luoghi chiusi che all’aperto. Questo potrebbe essere di molto aiuto per chi ad esempio questa estate vuole vivere una vacanza serena e in totale sicurezza. Sarebbe molto utile anche nelle scuole o al parco, insomma dappertutto, dove c’è bisogno di rispettare le distanze.

Indossando il braccialetto si sarebbe sicuramente più sicuri perché come ci si avvicina troppo alle altre persone il dispositivo inizia a suonare.

Una Regione che si è dimostrata a favore dell’utilizzo del braccialetto è stata la Liguria che vorrebbe renderlo persino obbligatorio, ma anche la Lombardia e la Puglia. Diverse Regioni quindi stanno pensando di adottarlo in particolare per le scuole e per gli stabilimenti balneari trasformandolo in un gadget dell’estate vendendolo in diversi colori e tessuti con la possibilità di modificare persino il suono di allarme.

L’Iit per portare avanti il progetto ha bisogno di finanziamenti e di collaborare con aziende industriali per produrre il dispositivo su vasta scala.

Al momento però in commercio si trova già un braccialetto simile che è stato realizzato e brevettato dalla MetaWellness, una startup pugliese. Il braccialetto si chiama “Labby Light” e anche questo è in grado di segnalare a chi lo indossa il superamento della distanza minima di sicurezza e lo fa illuminandosi e vibrando. Inoltre il dispositivo registra i dati utili di tutte le persone con le quali si è veniti in contatto. Questo potrebbe tornare molto utile nel caso la persona che lo indossa dovesse poi risultare positiva al COVID-19.

Come abbiamo visto in Italia, come poi nel resto del mondo, si sono subito messi al lavoro per trovare una soluzione all’emergenza coronavirus. Di questo tipo di dispositivi se ne sente particolarmente bisogno nella Fase 2 dove le persone hanno più possibilità di entrare in contatto con altri. Perciò un dispositivo pratico e comodo che avvisa quando si supera il limite della distanza di sicurezza e inoltre monitora anche lo stato di salute potrebbe essere davvero di molto aiuto.

Coronavirus, da Berlino arriva iSphere. Un’alternativa alla mascherina?

Per proteggere le persone dal rischio di contagio coronavirus, un collettivo di artisti berlinesi “Plastique Fantastique”, fondato dai designer Marco Canevacci e Yena Young, in arte Dr. Trouble & Ms. Bubble, hanno realizzato lo scudo facciale retro futuristico da indossare al posto della mascherina.

È a forma di sfera simile alla boccia per i pesci rossi. Si sono ispirati ai fumetti di fantascienza del secondo dopoguerra, parliamo degli anni ‘50 e ’60 e anche alle avanguardie sempre di quel periodo e al surrealismo utopico.

Le iSphere sono in PVC e hanno solo un foro per consentire l’inserimento della testa. I due artisti hanno fatto in modo che la sfera potesse essere utilizzata da tutti. È un progetto open source e questo sta a significare che chiunque ha la possibilità di produrlo e modificarlo. Per realizzare la sfera basta seguire le istruzioni e dopo circa 30 minuti la sfera è pronta per essere indossata. È caratterizzata di due emisferi di plastica che sono vuoti e trasparenti dove ad uno di essi è stato ritagliato un foro per fare entrare la testa. Il costo di iSphere si aggira attorno ai 24 euro.

iSphere alla prima occhiata potrebbe far pensare che poi non sia così tanto pratica e comoda. Infatti non a caso Marco Canevacci e Yena Young stanno pensando di migliorare il loro progetto apportando delle modifiche, ad esempio integrandola con gli speaker. Inoltre in vista dell’estate hanno in programma di realizzare una sfera ventilata, non solo è anche schermata dal sole per evitare eventuali scottature.

Tutte le loro opere compresa iSphere sono visibili sul loro sito ufficiale plastique-fantastique.de.

Per pubblicizzare il loro progetto i due artisti sono protagonisti di un video, realizzato da Marco Barotti, artista concettuale. Si vedono loro due che viaggiano in metro a Berlino indossando la sfera.

Il significato di questo progetto è molto interessante. Ispirandosi alle espressioni artistiche del passato hanno voluto rappresentare il cambiamento, si spera temporaneo, della società e il disagio che ne consegue. Indossando la sfera le persone si trasformano in astronauti che ispezionano un pianeta extraterrestre.

Al momento non mi sbilancerei a dire che iSphere sia un’ottima alternativa alle mascherine, ma non possiamo negare che l’idea sia fantastica e geniale, volutamente provocatoria e paradossale. La sfera è stato un modo per fare riflettere sul tema del distanziamento sociale e della prevenzione del contagio da COVID-19.

Coronavirus, dall’Italia arriva la mascherina Drop

Non è la prima volta che si sente parlare di mascherine di protezione hi-tech, a l’avanguardia, ecologiche e che si possono utilizzare più e più volte che sono state idealizzate, realizzate e prodotte in Italia.

Oggi in particolare si parla della mascherina “Drop” che esattamente è stata creata da un’azienda di Ragusa. Drop è una parola inglese che significa “goccia”. Non a caso anche il design del frontale ha la forma di una goccia. È stato adottata questa idea visto che il coronavirus si trasmette per vie aeree, tramite le gocce di saliva.

Questa notizia è stata anche riportata dall’Agenzia Nazionale Stampa Associata, ansa.it. Vi riportiamo alcuni estratti: “… pronta per la produzione dalla fine del mese di maggio, è frutto del Centro di ricerca e sviluppo della Cappello Group – azienda nota per avere creato innovazioni applicate alle energie alternative e al trattamento delle superfici dei metalli”.

Oltre a poter essere lavata può essere dotata anche di una visiera.

Chi l’acquista fa un ottimo affare perché oltre a risparmiare dei soldi è anche un ottimo dispositivo di protezione.

A proposito di questo leggiamo che: “Il progetto risolve due problemi dell’emergenza Covid-19: supera, con un unico acquisto, la difficoltà di reperire grandi quantità di mascherine monouso; e riduce l’impatto sull’ambiente non dovendo smaltirle subito dopo l’utilizzo”.

Per realizzare la mascherina “Drop” il Centro di ricerca e sviluppo della Cappello Group ha utilizzato materiali tecnologici avanzati. In pratica è costituita da materiale in gomma termoplastica, non stampata in 3D. I diversi strati di materiali sono termosaldati tra loro. La mascherina è munita di un copri filtro dove può essere appunto inserito il filtro di protezione intercambiabile.

Il risultato è stata una mascherina molto resistenze e pratica, riutilizzabile e soprattutto efficace. A conferma di questo sono stati fatti diversi test scientifici sui campioni di questo dispositivo di protezione.

La mascherina non è ancora in vendita, si pensa che sarà disponibile a fine maggio.

Inoltre l’azienda donerà diverse mascherine del valore commerciale di 100 mila euro agli ospedali di Ragusa, Vittoria e Modica, al Comando Vigili del Fuoco della Provincia di Ragusa e alla Protezione Civile regionale della Sicilia.

Per la Fase 2 è previsto l’utilizzo della mascherina in luoghi chiusi e affollati e quindi bisognerà averla sempre con sé. Per chi è costretto a uscire ogni giorno ad esempio per motivi di lavoro si trova a che fare con maggiori spese a carico della famiglia.

Però questo problema potrebbe essere risolto grazie alle iniziative di queste aziende che producono dispositivi di protezione che possono essere utilizzati più di una volta e che specialmente possono essere acquistati a costi vantaggiosi.

Sito web: www.dropmask.it