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Vecchio 02-08-2008, 08:57 PM
Orso_Grizzly
 
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Predefinito La Kabbalah: sue origini e motivazioni

Ciao a tutti,
Oggi proviamo ad affrontare un argomento piuttosto corposo, ovvero
quali potrebbero essere le origini della Kabbalah, le sue motivazioni
storiche, nonché le funzioni psicologiche, con un breve excursus sulla
Magia Cerimoniale.
Come esposto nell'Albero della Vita, si tratta di un complesso di 10
sfere, o Sephiroth, congiunte da 22 percorsi, secondo una traiettoia
ascendente da Malkuth a Kether, o, che dir si voglia, al contrario.
Essenziale nel percorso cabbalistico è il fatto che, giungendo ad una
Sephirah, si dovrebbero avere visioni identiche per ogni persona,
diversamente significa che si è sbagliato qualcosa, dunque,
raggiungendo la Sephirah di Venere, dovremmo vedere campi verdi,
pascoli, unicorni, etc. Mentre raggiungendo la Sephirah attribuita a
Marte, dovremmo vedere devastazioni rosse, strani guerrieri, etc.
Questo fu uno dei motivi che indussero Carl Gustav Jung ad ipotizzare
un inconscio collettivo.
Altro evento che possiamo notare nel percorso cabbalistico è che esso
funziona allo stesso modo della normale immaginazione, ovvero, che
possiamo intravedere durante esso ad es. unioni di vari corpi animali,
come nel caso, ad es. del pegaso, ma in ogni caso nulla che non sia
almeno scindibile in parti prese dall'esperienza sensoriale esterna;
allo stesso modo, colori e suoni che non siano percepibili attraverso
la comune esperienza, non rientrano nella Kabbalah.
Guardando le cose dall'esterno, invece, ci accorgiamo che un percorso
cabbalistico può essere compiuto esclusivamente dall'uomo, e non dalle
altre specie animali, allo stesso modo del riso, o del linguaggio
( nonostante possa esistere una comicità gestuale, d'altronde, non è
difficile accorgersi di come sia normalmente più facile suscitare il
riso attraverso la comunicazione verbale, alla quale il gesto,
eventualmente, potrebbe fare da sostegno ).
Pensando invece alla nostra vita quotidiana, ci rendiamo conto di come
lo strumento magico che qualunque persona usa abitualmente, tra
l'altro anche per suscitare il riso, sia proprio il linguaggio: si
parla per convincere una persona delle nostre idee, per passare un
esame universitario, per conquistare l'amore di una persona, etc.
Insomma, per causare mutamenti conformi alla Volontà.
Insomma, tutto lascerebbe evincere una forte associazione tra il
percorso evolutivo del linguaggio ed il percorso spirituale che verrà
poi sviscerato dalla Qabbalah, ovvero, supponiamo che, nel corso
dell'evoluzione dell'uomo, la mente sia stata costretta ad accumulare
dati mnemonici via via maggiori rispetto alle sue capacità animali,
scindendo una parte di se stessa in una sorta di gigantesco archivio
( ed è proprio l'archivio l'esempio che viene fatto più facilmente nei
manuali di psicologia elementare a proposito della memoria ). Il fatto
che questo archivio avesse determinate funzioni di classificazione,
per lo più oltre la soglia di conoscenza, avrebbe lasciato intendere
la funzione dell'inconscio collettivo, mentre non è da escludere che
si tratti esclusivamente della struttura psichica della memoria,
accessibile a tutti nel medesimo modo, per così dire ereditaria, e
perfettamente funzionante oltre le soglie del preconscio.
Nella Qabbalah, dunque, noi avremmo uno strumento atto ad oltrepassare
questa soglia, ed a raggiungere, al di là dei dati mnemonici,
l'aspetto degli archivi che li custodiscono ( in sostanza sarebbe come
arrivare a leggere in un programma di gestione di un database, se mi
si passa la similitudine da inesperto in informatica ); in questo
senso, non sarebbe dunque un caso che la Magia, con Raimondo Lullo,
Pico della Mirandola o Giordano Bruno, tornasse a presentarsi, assieme
con la Qabbalah, attraverso pratiche sempre più sofisticate di
mnemotecnica, in un percorso probabilmente inverso rispetto ai tempi
in cui essa venne, per così dire, ideata e strutturata.
Ma, ammettendo che così stiano le cose, i poteri del Mago sarebbero
straordinariamente limitati, almeno rispetto alla leggenda,
consistendo essi in né più né meno che un sistema di archiviazione
delle conoscenze, sia pure di straordinaria portata, che cosa, dunque,
ha fatto nascere gli stereotipi del Mago da gioco di ruolo che fa
cadere fulmini dal cielo, o dello Stregone da fiaba che induce
all'amore? Ma soprattutto, perché caratteristiche di questo tipo
compaiono anche nei Grimori?
In realtà, nel secondo caso si tratta di espressioni metaforiche: che
il Mago sia in grado di scagliare fulmini significa né più né meno che
è in grado di illuminarsi su un certo argomento, o almeno di proporre
un'ipotesi valida, mentre che sappia indurre all'amore può indicare in
lui una certa attrattiva, sia essa sviluppata magicamente o meno, in
questi casi si tratta sempre di ipotesi straordinariamente possibili.
Che poi queste metafore potessero essere utilizzate per ideare storie
dall'evidente capacità di avvincere, nonché spesso latrici di
importanti messaggi simbolici, veniva suggerito dalla stessa natura
della Magia.
Inoltre, già nell'antico Egitto si usava spalmare una pomata dalle
salutari virtù terapeutiche un salmodiando una formula magica, un po'
per potenziare l'effetto placebo ormai scientificamente riconosciuto,
un po' ( ammettiamolo ) per nascondere al paziente la reale natura
della Medicina.
Inoltre, potrebbe non essere casuale il fatto che le manifestazioni
più naturali e sciamaniche della Magia le troviamo spesso nei momenti
storici in cui lo sviluppo del linguaggio ( ma anche delle arti, penso
in particolare alle grotte di Lascaux ) è in pieno fermento.
Ma allora, la Magia Cerimoniale, tolto l'indiscutibile beneficio
psicologico e spirituale della preghiera, può essermi utile per vivere
meglio, e, diciamolo, per completare con successo le mie imprese nella
vita? A mio avviso sì, e nello stesso modo, potenziato, in cui lo è il
linguaggio.
Supponiamo ad es. il caso dello studente che voglia passare un esame
universitario che abbia come oggetto l'Odissea di Omero: il giorno
precedente, nell'ora di Mercurio ( quale altro Dio potrebbe rendere
meglio l'astuzia di Odisseo? ), lo studente eseguirà il suo Rituale e
traccerà il suo Talismano, traendone, tra gli altri benefici, anche la
stimolazione delle aree celebrali adibite alla cultura dell'astuzia
( e, conseguentemente, a difendersi da essa ), permettendo alle
proprie facoltà linguistiche di venire veicolate e strutturate in una
certa, temporanea, direzione.
Naturalmente avrà fatto in modo di studiare approfonditamente
l'argomento da trattare durante l'esame in precedenza.
Poco prima che il suo nome venga chiamato all'appello, egli invocherà
silenziosamente il favore di Mercurio, eventualmente vibrando i Nomi
Divini deputati al caso, e rivestendosi della Forma del Dio.
A questo punto i risultati dovrebbero essere brillanti; lascio a voi
l'analisi delle infinite altre possibilità date dal Metodo Magico.
Naturalmente qui trattiamo di Magia Pratica, la Devozione, che rimane
la cosa in assoluto più importante e più opportuna per lo sviluppo
spirituale dell'uomo, è un'altra cosa e comprende in se stessa la
Magia.
Insomma, mi pare di capire che quando i testi della Golden Dawn,
parlando del Mago, dicano che egli " può fare tutto, perché è unito
all'Uno immortale ", intendano proprio questo: ovvero la somma delle
numerose possibilità di conoscenza legate alla mnemotecnica, unite
all'apprendimento ed alle funzioni pratiche di esso, permettano
davvero all'uomo di essere versato in numerose discipline, nonché di
progredire nell'autoconoscenza.
E ciò è dimostrato dalla storia: non è difficile di accorgersi non
solo di come numerose opere d'arte siano state ispirate dalla cultura
magica: ad es., le opere di alcuni pittori surrealisti, nonché quelle
di celebri autori come W.B. Yeats, H.P. Lovecraft, o Fernando Pessoa,
tanto per citarne alcuni, allo stesso modo, la chimica nacque
dall'alchimia ( probabilmente malcompresa ), la fisica trova i suoi
presupposti odierni già tracciati nei testi religiosi più antichi,
nonché nei volumi di noti occultisti come Robert Fludd.
Per riassumere, la struttura psichica a cui si riferisce la Qabbalah
sarebbe un'estensione interiore del processo di sviluppo del
linguaggio, al quale si attiene una corrispondente evoluzione delle
facoltà mnemoniche, in conseguenza di ciò, viaggiare a ritroso nel
percorso della memoria può significare un percorso di ritorno alle
proprie origini storiche, almeno a livello intuitivo, nonchè alla
propria Essenza individuale, possibilità che ha di per sé non solo
l'importante funzione di classificazione ottimale delle proprie
conoscenze, ma letteralmente strabordante di una quantità di
applicazioni pratiche.
In ultimo, occorre sottolineare la coincidenza di questo tipo di
struttura con quella del Mondo delle Idee platonico, che, quindi, si
richiamerebbe a sua volta alle facoltà mnemoniche, ed il concetto
stesso, aristotelico, di sostanza, potrebbe venire individuato in
questo senso come quella " coincidenza mnemonica dell'oggetto che ci
permette il riconoscimento di esso ", errore della filosofia fino a
Locke, dunque, fu quello di esteriorizzare la sostanza, quello
successivo, di negarla.
Ancora un excursus molto rapido sul neoplatonismo: la funzione
mnemonica tenderebbe comunque ad incasellare le percezioni ottenute
attraverso effetti sgradevoli o gradevoli del percepito, dando per
quanto è sgradevole ad es. una sensazione di pericolo, o di fastidio,
o di ripugnanza, etc. e lavorando al contrario per le cose piacevoli.
Richiamandosi allo stesso sistema, riuscirebbe facile comprendere cosa
spinse i neoplatonici a definire il male come " allontanamento da Dio
", così come spiegare le complesse strutture religiose dello
Gnosticismo.
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